Questo articolo è indirizzato a chi comprende che la compulsiva invadente “cronaca” sul coronavirus, che permea ogni nostro istante di vita da circa un mese, con un crescendo parossistico, ha la specifica finalità di nascondere, dietro il massimo fragore possibile pseudo informativo, l’identità del soggetto che beneficerà di quanto sta accadendo. Il primo gesto di crescita della comprensione del fenomeno coronavirus è quello di spegnere le televisioni e cestinare tutti i quotidiani cartacei ed internet del mainstream. Operazioni difficili: la pochezza superficiale va giù facile, non richiede alcuna elaborazione critica, alcuna fatica comprensiva, alcun approfondimento. Entra senza fatica dentro al cervello malgrado sia, in realtà, una supposta, dolorosissima…
Questa
informazione drogata dalla superficialità, dalla spettacolarizzazione,
dalla banalità crea la medesima dipendenza di un qualsiasi altro
allucinogeno artificiale.
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Chi cerca maggiori approfondimenti sul coronavirus, si muove lungo due direttrici di indagine.
La prima riguarda l’individuazione del soggetto che ha, e come ha, eventualmente, diffuso il virus.
Le
tesi sono innumerevoli da quella ornitologiche, -sarebbe derivato dai
pipistrelli o forse dai maiali visto che ha colpito il bergamasco e la
pianura padana in genere, dove si trovano numerosi allevamenti- a quella
politica - sarebbero stati i cinesi con le onde elettromagnetiche del
5G, gli USA attraverso militari spediti in Cina in occasione di un evento sportivo ecc…-
Nessuna
ipotesi ha preso il sopravvento e si continua a sfornarne a getto
continuo, impegnando le persone più curiose a dividersi in una
incessante dibattito dietrologico, certamente interessante, ma,
sostanzialmente, al momento, inconcludente e, pertanto, meramente
distrattivo.
La
seconda linea del dibattito, molto più rilevante, verte sulla
circostanza se si tratti di una influenza, forse un po' più grave,
rispetto a quella degli anni scorsi, ma sostanzialmente non devastante -
Gismondi, Montanari Capua, ecc… - o, al contrario, di una vera e
propria epidemia che è destinata a sterminare milioni di persone -tesi
rappresentata da Burioni ed il cerchio di soggetti, non ben
identificati, che gravitano intorno a lui.
Il
vincitore, per ora, è certamente il secondo, che unisce, nel consenso
catastrofista, governo ed opposizione. Per l’assoluta rilevanza della
questione della straordinaria solidarietà super partes nella
terapia antivirus che si è venuta realizzando nel nostro Paese,
dedichiamo a questo profilo una nota specifica che troverete
espressa in altra parte del sito.
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Rimane sospesa e sostanzialmente non affrontata, tuttavia, la grande domanda: chi guadagnerà dall’ “affaire Coronavirus”?
Non
intendo riferirmi alle somme, comunque rilevantissime, derivanti a
taluni soggetti dalla specifica congiuntura, quale inevitabile
conseguenza della medesima: a titolo esemplificativo:
- Amazon, che porta e porterà nelle case dove siamo detenuti sempre più oggetti voluttuari o necessari;
-
Netlix, che ammorberà con i suoi film imbottiti di messaggi subliminali
di propaganda tutti gli schermi delle risorgenti televisioni;
-
le tv generaliste, che incrementeranno l’inquinamento dei cervelli già
fortemente compromessi dal Festival di Sanremo, con dosi eccezionali di
De Filippi e D’Urso, grandi fratelli, Zori, Formigli e compagnia
simile, ormai maitre a penser di questa Italia dove il primo partito è la creazione di un comico;
-
le cliniche private, che dopo il collasso dell’assistenza pubblica,
amplieranno i loro fatturati garantendo i servizi necessari;
-
le assicurazioni private, che vedranno esplodere esponenzialmente i
loro introiti, sulla scia del terrore seminato nelle persone dal rischio
di rimanere senza assistenza e dalla comunicazione, se possibile ancora
peggiore, del fatto che l’assistenza pubblica divenga “selettiva” (si
recita, come normale, il terrificante mantra della necessità di scelta
di quali pazienti curare e del correlativo indispensabile sacrifico
inevitabile di quelli più anziani);
-
le società telefoniche dai bilanci precari a cui, per uno strano
contrappasso, la nostra reclusione ha dato respiro, con raddoppio delle
forniture dati.
Non
intendo riferirmi nemmeno alle case farmaceutiche, e qui qualcuno
certamente si stupirà, che riusciranno ad imporre, con un sapiente
marketing, attività nella quale eccellono, un qualche prodotto più o
meno efficace e che, a traino, realizzeranno utili in crescita per
qualsiasi altro loro prodotto.
Tutti i soggetti sopracitati si divideranno le briciole, seppure enormi, dell’affaire Coronavirus.
Chi passerà all’incasso del sostanzioso bottino che i politici stanno preparando per la “ripresa”?.
Una domanda a cui daremo risposta molto presto.
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