I MALATI IMMAGINATI


Un tempo, la figura del malato immaginario era un personaggio farsesco, metafora dell’incapacità di vivere, già allora vittima di una medicina imbrogliona.
Negli ultimi tempi siamo stati tutti promossi, sollecitati, ed infine costretti a far parte del consesso dei malati immaginati, tutti in vergognoso isolamento preventivo, in attesa della pozione salvifica, la cui assunzione sarà ovviamente obbligatoria per sviluppare la immunità di gregge. Generosamente, impedendoci di guadagnarci il necessario, ci verrà concesso l’accesso ad un credito che non abbiamo maturato e di cui non avremmo avuto bisogno, se non fossimo stati costretti a vivere da ipocondriaci.
Il passo successivo, dunque, è da malati immaginati ad interdetti. La carotina, l’assaggio, la hanno data l’anno scorso ai conigli del reddito di cittadinanza, prova generale dell’"Interdizione Generalizzata".
Noi rimettiamo cortesemente questa concessione al governo, o a chi gli sta dietro. Siamo stati minorenni il tempo necessario per crescere e, da adulti, rivendichiamo il diritto-dovere di poter lavorare, perché questo è sinonimo di indipendenza.
L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro…e non sul cappio al collo del debito di cittadinanza.

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