EVENT 201: LA PROVA GENERALE DELLA BOLLA SANITARIO-FINANZIARIA




Il 18 ottobre 2019 , la Gates Foundation insieme al World Economic Forum e in collaborazione con la Johns Hopkins School of Public Health ( soggetto direttamente collegato a Wall Street e fornitore al pubblico dei dati “ufficiosi” del coronavirus) organizzarono una simulazione di una pandemia di coronavirus.  
Venne “ battezzata” con la sigla Event 201. Quella simulazione vide  la partecipazione di persone provenienti principalmente da istituzioni finanziarie private, dirigenti aziendali, fondazioni, Big Pharma. 
Era presente anche un rappresentante del CDC Centre for Disease Control (CDC) di Atlanta. Questo organismo ha competenza territoriale nazionale negli USA per le problematiche di creazione, diffusione e studio dei virus, ispira spesso le scelte dell’OMS, ed è formata in gran parte da medici dell’ EIS (Epidemic Intelligence Service, il Servizio segreto epidemiologico). Questi funzionari, sotto il controllo del CDC, vengono assegnati a scadenza biennale a ospedali o dipartimenti sanitari americani. L'EIS è una sorta di CIA della medicina.
 ( lo abbiamo scritto nel post LA MOSSA DEL GAMBETTO DEL RE)   
Non  erano presenti funzionari sanitari per conto dei governi nazionali o l’OMS.
Il 18 ottobre ,al momento del lancio di Event 201, Baltimore, Coronavirus Simulation and Emergency Preparedness Task Force presso la Johns Hopkins Bloomberg School of Health Security, i partecipanti definirono il virus con un acronimo di fantasia: nCoV-2=19 . 
Il vero (?) virus sarebbe stato scoperto due mesi dopo, all’inizio di gennaio 2020, esattamente il 7 gennaio 2020 dalle autorità cinesi. 
Lo hanno isolato  ed è stato ribatezzato dall’OMS come 2019-nCoV, esattamente con lo stesso nome adottato nel World Economic Forum / Gates / Johns Hopkins il 18 ottobre 2019 durante l’esercizio di simulazione. Questi i fatti oggettivi. 
Il direttore generale dell’OMS, che era stato a Davos pochi giorni prima, ha dichiarato, il 31 gennaio 2020, che il cosiddetto focolaio cinese, costituiva un’emergenza sanitaria pubblica internazionale ed ha assunto questa decisione sulla base di solo 150 casi confermati fuori dalla Cina.  
Anticipiamo che stiamo valutando di promuovere una azione legale risarcitoria contro l’OMS per violazione dei criteri di applicazione della dichiarazione di emergenza sanitaria pubblica internazionale .
Essa è stata  veicolata attraverso una campagna di disinformazione condotta dai media sulla base degli imput inviati dai partecipanti al World Economic Forum.
Successivamente, in data 11 marzo 2020, è stata emessa, dall’OMS la dichiarazione di pandemia.  Anche il contenuto di questa dichiarazione è sotto vaglio per comprendere se ne siano stati rispettati i criteri legali.
Le forze politiche europee e, quelle italiane per prime, si sono immediatamente accodate varando provvedimenti abnormemente restrittivi della libertà personale e di azzeramento dell’economia. ( leggete il post  L’ANOMALIA) 
La campagna martellante, asseritamente informativa, ha tenuto banco, da febbraio 2020, nella gran parte dei mezzi  d’informazione: poche decine di deceduti, per insufficienza respiratoria in inverno (!) occupavano tutti i fogli di qualsiasi giornale ed il palinsesto di ogni televisione. Si è abbinata, immediatamente, l’ esecuzione del protocollo QUARTERED MAN, vale a dire sono cominciate a circolare notizie terrificanti senza fondamento. (abbiamo illustrato, seppure brevemente, cosa sia questo “metodo” in altro post avente proprio questo titolo. Torneremo sull’argomento stante la sua rilevanza)
La “pandemia”, malgrado la divulgazione di grafici manipolati da parte della John Hopkins (vengono rappresentati inquietanti cerchi rossi: immagine ripresa da tutti gli organi di c.d. informazione) è ancora SOSTANZIALMENTE irrilevante. 
Circa un milione di contagiati in tutto il mondo e circa 100.000 morti tra l’altro non si sa se deceduti a causa del coronavirus o per altre malattie, ma avendo anche il coronavirus. 
Una inezia se confrontati ai dati di altre patologie ed ai decessi verificatisi lo scorso anno per virus influenzali.
Ai tempi della guerra fredda gli Stati Uniti  avevano emanato un ordine a tutti i Paesi alleati, cioè ai paesi da loro occupati dopo la 2° guerra mondiale, di rappresentare il territorio dell’Unione Sovietica sempre come di dimensioni molto inferiori al reale. Se recuperate un Atlante De' Agostini degli anni 70-80 verificherete questa circostanza. Mostrare le vere dimensioni del nemico avrebbe impressionato gli alleati.
L’alterazione grafica era un mezzuccio, tuttavia, efficace per comunicare una menzogna. Nè più nè meno delle cartine della John Hopkins...
Torniamo al nucleo dell’analisi. Big Pharma, come già anticipato nel post “MASCHERA E VOLTO DELLA BOLLA SANITARIO-FINANZIARI”, (che vi invitiamo a leggere di nuovo ora che siamo verso l’epilogo del nostro lavoro) sarà un beneficiario, certamente corposo dell’affaire coronavirus, ma sbagliano, coloro, la pressochè unanimità degli osservatori, che pensano che sia il principale beneficiario.
Più vicino alla soluzione dell’enigma è pervenuto  Michel Chossudovsky notissimo economista e fondatore, direttore ed editore del Center for Research on Globalization, con sede a Montreal, in Quebec. Egli afferma che stiamo assistendo ad un trasferimento di ricchezza che ritiene non abbia precedenti.  caratterizzato da conflitti all’interno dell’establishment finanziario.   Non è solo una guerra contro la Cina. All’inizio sembrava essere una guerra economica contro la Cina, che ha portato alla chiusura del commercio e delle spedizioni e così via, dove le fabbriche dovevano chiudere e così via, per non parlare del settore turistico.   Ma è più di questo, perché influisce anche sull’equilibrio di potere all’interno dell’establishment finanziario. Il fatto che le compagnie aeree ne siano le vittime è significativo, perché potrebbero crollare e quindi, ovviamente, essere acquistate, e ciò significa che c’è stata una ridistribuzione non solo della ricchezza monetaria ma anche di vera ricchezza. Questi sono,infatti, beni. L’esistenza del coronavirus, genera incertezza, panico, ed è in definitiva l’ambiente ideale per le persone che vogliono speculare e fare soldi a spese di coloro che hanno risparmi, a spese delle piccole imprese e alle spese di società concorrenti. Questa è la situazione in cui ci troviamo e non ricordo alcun periodo della nostra storia recente paragonabile a quello in cui viviamo adesso, in cui intere economie sono in stallo: penso all’Europa occidentale, all’Italia, dove si trovano le persone alle quali è stato ordinato di rimanere a casa e così via, e questo alla fine è stato raggiunto con il pretesto di un virus.
Queste considerazioni si avvicinano alla verità, perché saldano il mezzo utilizzato (la sanità) al “fine” (un vantaggio finanziario), e vanno oltre la considerazione che i benefici maggiori verranno realizzati dalla casa farmaceutiche, ma hanno il limite di ritenere che si tratti solo di un “riposizionamento” di potere all’interno di vari soggetti imprenditoriali in perenne lotta tra loro. E’ interessante, ovviamente, per noi, che trovi conferma, ai massimi livelli di studiosi della materia, la tesi del coronavirus come “bolla finanziaria”. Abbiamo utilizzato questa espressione per primi ed in tempi in cui il focus era esclusivamente indirizzato verso l’analisi dei risvolti dell’eventuale speculazione medico-farmaceutica. 
Non è quella del prof. Chossudovsky, tuttavia, la soluzione dell’affaire coronavirus perché il riposizionamento dei rapporti di forza tra imprenditori, se avverrà, non sarà, comunque, significativo e non ne esaurirà le conseguenze.  Quello che è accaduto ed accadrà è un fenomeno nuovo, ma al tempo stesso antico…

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